Questa è la prima di una serie di interviste agli studenti/alle studentesse della Scuola SIMO che stanno per diplomarsi o che si sono già diplomati. L’abbiamo chiamata “Uno sguardo sul futuro” perché quando si decide di intraprendere un percorso impegnativo come quello per diventare Naturopati è normale chiedersi dove porterà e quali strade saranno percorribili, una volta terminato. Vogliamo raccontarvelo attraverso le parole di chi sta finendo o ha già finito la Scuola, perché crediamo che solo questo possa essere uno “sguardo” reale e sincero su quello che sarà il vostro futuro, che speriamo possa iniziare da qui, da Scuola SIMO.  

intervista naturopati scuola SIMO

La storia di Dolores Roncolato

Dolores Roncolato è una studentessa della Scuola SIMO ad un passo dall’esame finale.
La sua è una storia di profondo cambiamento, dettato dal coraggio e dalla voglia di seguire il proprio istinto, le proprie emozioni, la propria strada. Non è stato semplice, come per tutti i cambiamenti, ma ce l’ha fatta.
Nell’ottobre del 2020, dopo 22 anni di un lavoro che non la faceva sentire centrata, né in equilibrio, e alla fine del corso di Naturopatia della SIMO, ha aperto il suo centro olistico, Vesak Center. Questa è la sua storia, che speriamo possa essere di ispirazione per ciascuno di voi.

ll coraggio di cambiare

Tutto è iniziato una decina di anni fa, quando avevo circa 46 anni, nel momento in cui ho cominciato a soffrire di crisi di panico e di ansia molto forti. Anziché spaventarmi mi sono concentrata sul perché avessi iniziato a soffrirne, arrivando a capire che c’erano delle cose della mia vita che non mi piacevano. Ho messo in discussione tutto, ogni cosa: casa, famiglia, lavoro. Tutto. Non stavo più bene nel paese e nella casa in cui vivevo, mi sentivo soffocare e sapevo che avrei dovuto, piano piano, cominciare a cambiare le cose che non andavano.

Non è stato facile farlo, perché la mia famiglia stava bene in quel posto, ma raccontando le mie sensazioni e sentendo il forte disagio che stavo provando, hanno deciso di supportarmi in tutto e per tutto. Abbiamo, così, messo in vendita la casa di allora e siamo andati a vivere in un altro paese. In sospeso, però, c’era la questione “lavoro”: dovevo cambiare anche quello. Ma come fare, dopo 22 anni in cui avevo svolto sempre e solo una professione? So quanto sia difficile allontanarsi da un lavoro fisso, che garantisce uno stipendio sicuro.

Economicamente stavo bene, inoltre la paura di fallire c’è, sempre, e non è facile cambiare strada.

Ricordo come se fosse ieri la Dolores di quel momento, di cinque anni fa, che, seduta nella cucina della vecchia casa, ha iniziato a fare delle ricerche su Google. Tra i vari risultati ricordo quanto mi avesse colpito il nome “SIMO”, senza sapere ancora di cosa si occupasse la Scuola, e mi aveva colpito perché l’avevo interpretato come un nome proprio, femminile. Una volta nel sito della Scuola mi ha colpito molto la proposta, la filosofia, il Corso di Naturopatia. Ho chiamato per chiedere informazioni e ho partecipato alla conferenza di presentazione del Corso di Naturopatia che si tiene ogni anno: una volta terminata ricordo che mi sono girata verso la persona che era a fianco a me, Alessia Daturi (Naturopata SIMO e tutor del terzo e del quarto anno, ndr), dicendole: “No, io non ce la farò mai!”.

Ho deciso, così, di iscrivermi al corso.

Scuola SIMO intervista Dolores Roncolato

Da lì ho iniziato il percorso di 4 anni del corso di Naturopatia, ma soprattutto di cammino interiore, perché i docenti SIMO non insegnano solo nozioni, non sono lì solo per insegnarti una materia: ti sostengono e ti fanno crescere anche a livello energetico, emotivo, spirituale.

Gli anni alla SIMO sono stati, e sono tuttora, per me importantissimi, perché mi hanno permesso di fare dei grandi cambiamenti nella mia vita: dal cambiare casa e Paese sono arrivata alla fine del percorso e mi sono detta “devo cambiare lavoro, devo fare il grande passo”. Ho iniziato col chiedere, nel 2019, un’aspettativa dal lavoro di 6 mesi, che non volevano concedermi. Mi sono impuntata, mi sono arrabbiata, non ho avuto paura e l’ho ottenuta. Dentro di me sapevo che non sarei più tornata a fare quel lavoro.

Quello che non sapevo è che, nell’esatto momento in cui stavo per realizzare quello che realmente volevo e sentivo, sarebbe arrivata una pandemia.

L’aspettativa sarebbe terminata nel maggio 2020 e tutti a lavoro si aspettavano che sarei tornata: chi avrebbe lasciato un lavoro durante un momento drammatico come quello che abbiamo vissuto, e professionalmente difficile per tanti? Non ero disposta a subire, non volevo fare quel lavoro.

Nell’aprile 2020, in piena pandemia, mi sono licenziata.

Ho sempre creduto nei segni, e ho prestato particolare attenzione a quello che mi succedeva in quel periodo così delicato, per capire se stessi seguendo la giusta strada.

Un primo segno mi è arrivato subito: tutti mi sconsigliavano di avviare la pratica del licenziamento il 1° aprile 2020, perché era lo stesso giorno in cui milioni di persone si sarebbero collegate al sito dell’INPS per richiedere la cassa integrazione. Per 3 volte, invece, ho chiamato l’INPS e per 3 volte ho sempre trovato la linea libera. Per 3 volte ho parlato con una persona gentilissima che, pazientemente, mi ha aiutato nel procedimento di licenziamento. Era, per me, un chiaro segno che stessi facendo la cosa giusta.

Mi sentivo libera, ma ero rimasta senza un lavoro.

Quasi alla fine del corso per diventare Naturopata ho iniziato a lavorare da casa, a trattare i disturbi di diverse persone: avevo alcuni clienti, ma volevo di più, sognavo un posto mio, volevo fare il salto di qualità.

Ho visto diversi spazi, ma non c’era molta scelta, e gli unici spazi in affitto avevano dei prezzi esorbitanti. Ho aspettato, pensando che se quella davvero fosse stata la mia strada, sarebbe arrivato anche il posto giusto, in cui far iniziare tutto.

Una sera, il 24 giugno 2021, alle 23.45 mi ha telefonato una mia cliente per dirmi che nel locale in cui lavorava era passato un agente immobiliare, Marco, che voleva aiutarmi nel trovare il giusto spazio per aprire il mio centro.

In realtà avevo visto tutto, qualsiasi spazio, quindi ringraziandolo ho declinato l’aiuto.

Il giorno dopo, mentre mi stavo lavando i denti, ho notato su una piastrella del bagno (nel mio bagno ci sono alcune piastrelle da capitolato, grezze) dei numeri a cui non avevo mai fatto caso: 25689. Continuavo a guardare quei numeri, i numeri su quella piastrella che non avevo mai notato, e mi sentivo attratta da essi, ma non capivo.

Ho continuato a guardare quella serie di numeri per un po’ e poi ho capito: quel giorno era il 25 giugno 2020, ma non capivo cosa significasse il numero 89. Ci ho pensato e dopo un po’ ho unito i pezzi: 1989 è stato l’anno in cui ho iniziato a lavorare per le ferrovie, l’anno in cui ho deviato completamente dal mio percorso di vita.

cambiare vita

Dopo pochi minuti ho ricevuto una chiamata da Marco, il quale mi diceva di aver trovato un posto per me, che voleva farmi vedere. Era in Via Roma 61: lo conoscevo, c’ero già stata, ma non potevo permettermelo. Marco mi disse di andare comunque all’appuntamento, e così ho fatto. All’appuntamento c’era anche la proprietaria del negozio, che aveva deciso di vendere quello spazio (tra i tanti negozi che aveva) e aveva deciso di vendere solo quello, in quel momento, abbassando il prezzo.

La cifra era perfetta, potevo permettermelo e non avrei trovato nulla a meno: era nel mio budget. Il pomeriggio del 25 giugno 2020 ho firmato il compromesso, ma avevo bisogno di attivare un mutuo, che in banca non volevano darmi, in quanto disoccupata. Non sapevo cosa fare. Ho pensato, ancora una volta: se questa è la mia strada, arriveranno altri segnali.

Quel pomeriggio ha suonato alla mia porta un vicino di casa, un imprenditore, che sapeva stessi cercando uno spazio, dicendomi che stava vendendo un negozio. Dopo avergli raccontato di averlo già trovato e tutti i problemi che stavo avendo per attivare il mutuo, mi disse di andare a parlare con il direttore della sua banca: dopo una chiacchierata di 2 ore e dopo aver visto il mio Business Plan mi disse: “Non so se siano i suoi occhi o quello che mi ha detto, ma io le concedo 100.000 euro di mutuo”.

Era la fine di giugno 2020, ho firmato il rogito il 21 di settembre e, studiando i numeri, mi ero prefissata di aprire il centro il 24 ottobre 2020, anche se c’era tutto da rifare. Nel frattempo mi era arrivata anche la liquidazione, così sono riuscita a dare il via ai lavori, con il timore di non farcela: tutto è stato possibile grazie alle due squadre di muratori che si sono impegnati talmente tanto nella ristrutturazione del mio centro (lavorando addirittura di domenica!) che in poco più di un mese hanno terminato tutti i lavori.

Oggi non ho più paura: tutto quello che mi succede lo accetto e quando qualcosa non va, quando ho delle preoccupazioni, anche legate all’aspetto economico, penso che se questa è davvero la mia strada troverò il modo, capterò i segnali, e so che andrà tutto bene. Questo è un grande insegnamento che mi ha trasmesso Scuola SIMO: ognuno di noi ha un compito di vita, se “usciamo dai binari”, se deviamo, non costruiamo la nostra felicità, non portiamo avanti il nostro compito di vita e questo ci porta all’insoddisfazione, all’infelicità, spesso alla malattia.

Scuola SIMO, oltre alla parte pratica che è ovviamente fondamentale, permette di comprendere proprio questo: insegna a captare e capire i segnali che ti portano su quella che è la tua strada, il tuo compito di vita. Non è facile cogliere i segni, non è facile cambiare tutto, non è facile, mai, per nessuno, ma non bisogna farsi spaventare.

Così, oggi, lavoro nel mio centro olistico, Vesak Center, e sono felice.

Con le persone che si rivolgono a me punto molto sulla parte aurica: uso moltissimo i visceri curiosi, uso gli oli essenziali, uso i Fiori di Bach, perché sono i rimedi che riescono a colpire la persona proprio nell’anima, nel profondo. Non solo, perché unisco gli insegnamenti del corso di Naturopatia di Scuola SIMO a quelli che imparo nel corso di autoguarigione Scegli di Splendere: per il mio modo di lavorare, usando i visceri curiosi insieme alla Cromopuntura, usando gli oli essenziali, i Fiori di Bach, ma anche quello che imparo a Scegli di Splendere, ho aiutato diverse persone. Quello che è veramente importante per me, nel lavoro che svolgo, è legato alla lettura dell’anima, che porta al “risveglio” della coscienza, al sentirsi centrati, in equilibrio, sui giusti binari della propria vita. Solo così possiamo vivere in quella che è la nostra vera natura, lontano dalle credenze limitanti, che da quei binari ci fanno deragliare, e ci portano altrove.

Guarda la video-intervista

simo

©2021 Scuola SIMO - SIMO è un marchio della SI.RI.E. SRL Milano P.IVA 12129600156
Ripa di Porta Ticinese, 79 20143 Milano | CONTATTI | PRIVACY POLICY | COOKIE POLICY | NOTE LEGALI