jing cibo

“Noi siamo quello che mangiamo”. Ne era convinto il filosofo tedesco Feuerbache ed è indubbio ormai che la salute si inizi a costruire proprio a tavola determinando l’umore, l’energia vitale e le difese immunitarie. 

Da qui nasce la sostanziale differenza tra alimentarsi e nutrirsi. Il primo sottintende il mangiare per apportare all’organismo energia che può essere utilizzata per svolgere tutti i processi vitali e rigenerarsi, invece il concetto di nutrimento è vivere il cibo come parte di un percorso evolutivo e di sostegno sotto tutti gli aspetti: da quello fisico a quello emotivo e psichico, permettendo di rifornirsi di tutte le sostanze di cui si ha bisogno per stare bene e in pieno equilibrio. Questo principio, traslato nella dietetica cinese, ci fa capire come i cibi abbiano anche una valenza energetica ed evolutiva, oltre che propriamente fisica. Gli alimenti che scegliamo ogni giorno entrano a fare parte di noi, ci trasformano dall’interno e possono influire positivamente o negativamente sulla qualità del nostro vivere. 

Spesso siamo convinti di mangiare in modo sano e nutriente, e da un punto di vista biochimico può anche essere così; contiamo i micronutrienti, la giusta ripartizione tra proteine, carboidrati e grassi, ci assicuriamo di inserire nella dieta un sufficiente quantitativo di fibre o di alimenti che apportano quella coccola quotidiana che ci permette di affrontare le avversità della vita, ma il nostro organismo quanta energia vitale riesce ad estrarre effettivamente dai cibi che mangiamo? La frutta e la verdura ormai non hanno più stagione e quelle esibite sui bancali dei supermercati hanno un aspetto estremamente invitante, ma è proprio così sana come appare? Ananas, mango, papaya, avocado… quanti chilometri hanno fatto per raggiungere le nostre tavole? La frutta e la verdura fuori stagione come è stata coltivata e, soprattutto, conservata?

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Il Jing è essenza, una sostanza molto preziosa per la Medicina Tradizionale Cinese, la quale considera i cibi in base alla loro capacità di nutrire veramente il corpo e lo spirito. L’ideogramma che rappresenta il Jing è composto da due caratteri: uno simboleggia il chicco di riso, mentre l’altro indica un processo di distillazione, di raffinazione e rappresenta una forma energetica pura che viene custodita dal Rene. Il Jing è l’energia vitale che ci portiamo dietro fin dalla nascita e che ci è stata tramandata dai nostri genitori, ma che è destinata a consumarsi nel corso del tempo a seconda del proprio stile di vita. È alla base della formazione e del funzionamento di tutto l’organismo, ma rappresenta anche la fonte da cui dipende lo sviluppo sessuale, la fertilità, la maturità, la crescita di ossa, denti e capelli, oltre che la formazione del midollo osseo e la difesa contro i patogeni. Viene consumato dalle malattie, da un inadeguato stile di vita, da scarsa o cattiva alimentazione o da lunghi digiuni e viene quindi compromessa anche la nostra vitalità.

Una parte di Jing, però, viene assorbito anche da ciò che introduciamo nel corpo, risparmiando così quello “innato”. Ogni volta che mangiamo, beviamo e respiriamo viene trasmessa l’energia conservata nell’alimento, bevanda o aria e, tanto maggiore è la loro qualità, più il nostro organismo ne viene ricaricato. Il Jing degli alimenti, però, diminuisce se il cibo viene manipolato o se non rispetta determinati criteri di freschezza, di produzione e di raccolta. Proprio per questo motivo gli alimenti industriali, con additivi o sostanze chimiche e processati con metodi di conservazione lesivi per la vitalità dell’alimento sono poveri di Jing rispetto a quelli freschi e a “chilometro zero”. È quindi importante conoscere quanto Jing apporta un determinato cibo in base alle condizioni in cui è cresciuto, conservato, cotto, consumato per poter effettuare delle scelte consapevoli.

Si parte proprio dal concetto di Yin e Yang rapportato all’alimentazione, la natura è perfetta e ci offre nel momento più opportuno proprio i cibi di cui il nostro organismo ha bisogno nella loro naturale stagionalità. È dunque la Natura stessa che provvede al nostro benessere offrendoci alimenti stagionali nutrienti, nostri alleati nella conservazione della salute e nella guarigione.

A cosa dobbiamo prestare attenzione quando scegliamo un determinato alimento rispetto a un altro?

In primo luogo, si dovrebbero scegliere cibi freschi, possibilmente appena raccolti o conservati per tempi brevi facendo attenzione di evitare cibi congelati (perché la congelazione priva l’alimento del proprio Jing), alimenti che non abbiano viaggiato su navi o camion a lungo e che provengano da località poco inquinate e che non abbiano subito l’influenza di sostanze chimiche addizionate

È quindi consigliato consumare sempre alimenti di stagione, ben maturi, e che abbiano seguito il ciclo della natura in modo non forzato per raggiungere il massimo delle loro potenzialità e quindi di Jing. Ecco allora che consumare un frutto colto ancora acerbo, conservato in frigo per mesi e lasciato poi maturare sugli scaffali dei supermercati non sarà certamente nutriente come un frutto colto direttamente dall’albero giunto al punto corretto di maturazione.

Il seme in sé rappresenta la massima forma di Jing, così come i germogli. I cereali in chicco non macinati come riso, orzo, farro, segale, quinoa, amaranto, grano saraceno, ma anche i legumi (da preferire quelli freschi o secchi rispetto a quelli in vetro o conservati nelle lattine), i semi oleosi come semi di zucca, di sesamo, di girasole, di lino e la frutta in guscio come noci, mandorle, nocciole e pinoli, sono molto salutari e da inserire nella propria dieta. I germogli sono un vero e proprio concentrato di Jing in quanto, dopo essere state seme, tutte le future piante diventano germoglio e in questo secondo stadio di crescita mantengono ancora inalterata tutta la loro forza vitale. Anche il tipo di cottura è molto importante. Cuocere per lungo tempo un cibo, infatti, lo porta a ridurre il suo contenuto di Jing. Sarebbe preferibile optare per la cottura a vapore, oppure scottare in acqua bollente le verdure per breve tempo, farle saltare in padella evitando il più possibile la frittura, limitando la griglia e rinunciando al microonde.

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Chi ben comincia…

Un’idea per una colazione sana, saziante, che apporti i giusti nutrienti e che sostenga tutti gli organi?

Prova il porridge con farina di Avena, crema di mandorle, semi, mela ed estratto di vaniglia!

Farina di avena: nutre la Milza ed è specifica per il deficit di Qi di Milza oltre che nutrire il Sangue

Semi (Soprattutto di zucca e di girasole): per rinforzare i Reni

Crema di mandorle: nutre il Cervello e calma lo Shen

Mela: tiene sotto controllo gli eccessi del Fegato

Estratto di vaniglia: favorisce il processo digestivo rivolgendosi in particolar modo alla Milza (e agisce anche a livello di Reni – Yang)

Sale marino integrale: per sostenere i Reni (Yin)

Nella composizione dei pasti bisognerebbe inoltre introdurre tutti quegli alimenti che tonificano il Jing: i semi, soprattutto quelli di sesamo, germogli, frutti maturati sulla pianta e appena raccolti in fase di piena maturazione, cibi freschi e a chilometro zero. Evitare invece alimenti conservati, congelati, sott’olio, riscaldati e cotti nel forno a microonde. 

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